SICILIA MONDO - Cercasi destra storica, anche di seconda mano.

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Cercasi destra storica, anche di seconda mano.

10:34, Aug. 10, 2009 .. Inviato in notizie dai giornali .. 0 commenti .. Link
 

Cercasi destra storica, anche di seconda mano.

Il silenzio tombale dell’area AN sulle sparate di Umberto Bossi e Roberto Calderoli che da ministri della Repubblica dileggiano un giorno sì ed uno no, i simboli dell’unità nazionale, è più rumoroso dei cannoni di Navarrone quando sparavano sulle navi nemiche. Un silenzio corale, senza eccezione alcuna. Accettato ed accettabile. Eppure i leghisti mirano al bersaglio grosso: la bandiera del MSI prima e di AN dopo è stata l’unità nazionale.

 

Patria, Dio e Famiglia, insomma. Il trittico passato senza traumi né fatti concreti sulle spalle del Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, il quale – sia detto per inciso – sposa le cause del passato con la stessa fantasia con cui intraprende quelle del futuro. I colonnelli di Fini, che hanno ricevuto le nuove mostrine del Pdl da Silvio Berlusconi, non escono dalla scia e dai silenzi del Capo, perciò è inutile attendersi smarcamenti, puntualizzazioni, correzioni di rotta. Anzi, il loro lavoro sembra consistere nel maltrattare gli avversari del Capo e condire le contumelia di battute agri sulla soglia della suburba.

L’abbandono del tricolore nelle mani di Umberto Bossi che ne fa uno straccetto bisunto, non è certo la conseguenza più vistosa del partito unico: lo spacchettamento del Paese, perseguito con coerenza dai lumbard leghisti fin dal loro nascere, rende sempre più arduo il percorso del governo alle prese con la questione meridionale, diventata una specie di quadratura del cerchio.

 

Berlusconi deve accontentare i suoi uomini del Sud e prendersi i voti, in libera uscita del Mezzogiorno, ed ha bisogno di mettere in campo una comunicazione convincente, che la Lega non gradisce. Non si tratta di fatti concreti, ma questo non significa niente: il Masaniello padano annusa il pericolo, che è rappresentato dall’affievolirsi dell’immagine di guardiano del Nord e delle sue “ricchezze”. E già discettare sullo scivolamento a sud di risorse, è dannoso. Non solo quindi una linea di Maginot affidata al Ministro Tremonti, ma fuoco di sbarramento, colpo su colpo, sul meridione aiutato da Berlusconi. Il Premier fa finta di niente e ingoia rospi nella convinzione che sia il suo messaggio a passare insieme a quello del Masaniello padano. Ognuno cura il suo orticello e i frutti arrivano a tutti. Le furbizie, come la linea Maginot, non pagano. Prima o poi i nodi arrivano al pettine e sono guai. Il redde rationem viene indicato per il mese di settembre, ma la data potrebbe scivolare perché la pentola bolle quando il fuoco è alto, e questo dipende da tanti fattori. Se re Umberto di Padania soffia sul fuoco, mandando il vento del Nord verso le lande dei diseredati meridionali, è probabile che si arrivi all’implosione entro l’anno. Nonostante i silenzi degli ex patrioti della destra storica.

 

Gianfranco Fini movimenta la scena giorno dopo giorno affidandosi ai temi etici e sociali, alla moral suasion presidenziale, e cerca di restare lontano dalla politica politicante, almeno direttamente. La Sicilia ha battezzato il primo nucleo di una corrente che si propone di spacchettare il Pdl invece con la nazione dando al partito una parvenza di democrazia che lo statuto praticamente gli nega. L’accusa di cesarismo rivolta al Premier da parte del Presidente della Camera non va dimenticata, perché è da questo che si deve partire per dare un senso a ciò che avviene nell’Isola, il tentativo di contenere il dominio berlusconiano entro ambiti sopportabili. L’esistenza di questa corrente – autonomista – è stata negata formalmente dal Premier nel corso della conferenza stampa agostana, dove ha trovato modo di rimproverare anche su questo punto la stampa, colpevole di inventarsi di tutto, anche le correnti del Pdl. I lealisti e gli autonomisti che con i loro simposi, assemblee, convention hanno sono solo un abbaglio dei giornalisti, come tutto il resto. Verrà il giorno…

 

I silenzi dell’area An sulla devastante campagna di dileggio dei simboli condotta dalla Lega Nord costituiscono forse l’elemento più eclatante della rivoluzione culturale. La rinuncia alla propria identità collassa la destra del centrodestra: i candelotti di dinamite sono stati sistemati con cura e diligenza in maniera che il collasso non arrecasse danni collaterali. E’ scomparsa la destra, insomma. Con alcune eccezioni: la sintonia con Umberto Bossi sul pacchetto sicurezza, il trattamento degli stranieri e l’armamentario completo dell’intolleranza ai limiti del razzismo. Quanto costerà alla convivenza civile la parola di un Ministro della Repubblica che accusa i lavoratori stranieri di venire in Italia per ammazzarci. Chi scrive ha avuto la fortuna di conoscerne tanti, non poteva essere fatto torto più grande a lavoratori onesti e fieri – quanto lo furono gli italiani che lasciarono il loro Paese e sopportarono le stesse calunnie – di questo che li marchia di crimini mai commessi. La voce di Gianfranco Fini appare isolata. In questo teatro dell’assurdo il suo invito all’integrazione e al rispetto umano proverebbe il tradimento, non altro.

Giusto 'agganciare' i salari al costo della vita sul territorio: Silvio Berlusconi,intervistato da 'Il Mattino',dice si' alle gabbie salariali. Il tema e' caro alla Lega ed e' stato rilanciato ieri sera da Umberto Bossi a Pontida.'Legare i salari ai diversi livelli del costo della vita fra Sud e Nord risponde a criteri di razionalita' economica e di giustizia'. Il premier anticipa il piano decennale di rilancio del Sud e precisa:'guidero' io la nuova agenzia'. 'Dobbiamo concepire l'intervento straordinario come un grande 'New Deal rooseveltiano' come un 'piano Marshall' per il Sud. Negli Stati Uniti gli squilibri territoriali furono rimossi nel periodo del new deal attraverso un'agenzia di livello federale'.In ogni caso non sara' una riedizione della vecchia 'Cassa': 'Pensiamo ad un Istituto molto diverso anche se vorrei ricordare che la prima Cassa per il Mezzogiorno (quella di Gabriele Pescatore, grande giurista e uomo dedito al bene della Nazione che la guido' dal 1955 al 1976) ottenne risultati straordinari: fu cancellata la malaria, furono risanati 500mila ettari di palude, si realizzarono o resero piu' moderni circa 30mila km di strade, a 12 milioni di persone fu portata l'acqua potabile. Fu un ventennio straordinario cui segui', purtroppo, un periodo di degenerazione'.




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